Marta Russo - RomaTeatri

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Marta Russo, il mistero della Sapienza” di Mauro Valentini, scrittore e giornalista impegnato da anni in un settore, quello del libro d’inchiesta, è un opera unica nel suo genere. Il libro prende spunto da uno dei fatti di cronaca più importanti degli ultimi venti anni. Tale importanza è anche suffragata da quello che è rimasto nella memoria storica del nostro paese riguardo ai fatti del 9 maggio del 1997. Un paese, il nostro, che troppo spesso dimentica con facilità fatti luttuosi e non, ma che in questo caso invece è latore di una memoria che nello specifico dei fatti della Sapienza permane nella testa e soprattutto nel cuore degli italiani, senza distinzione di ceto o ideologia.
       La morte assurda di una ragazza di venti anni non è facile da dimenticare per nessuno, se poi avvenuta nelle modalità che tutti ricordano; due studentesse di giurisprudenza che passeggiano per i viali dell’università e che all’improvviso vedono cambiare in pochi secondi il proprio destino, la prima più sfortunata, perde per sempre la vita, lasciando un vuoto incolmabile alla famiglia, la seconda rimane segnata da quel tonfo, dallo sparo che solo lei sentirà e dai fatti concitati che si sono susseguiti dopo quel giorno terribile.
       Dal libro allo spettacolo, che ripercorre le vicende sia giudiziarie che umane dei protagonisti, i nomi di Alletto, Liparota, Scattone, Ferraro e del professor Romano ci portano indietro di anni, a tanti telegiornali che hanno riferito per mesi interi piccoli e gradi verità e anche piccole e grandi bugie.
       Proprio i mass media sono tra gli attori di questa performance di Teatro Civile, un genere teatrale che prende spunto dal Teatro di Narrazione che si sviluppa a cavallo degli anni settanta, per poi divenire un modello per molti registi e autori negli anni novanta. Gli esempi illustri non mancano, Marco Paolini e Duccio Camerini sono un valido modello di drammaturgia moderna condita da temi sociali o di cronaca, un modo nuovo di raccontare la nostra società, con i suoi pregi e i suoi difetti.
       La rappresentazione non punta il dito contro nessuno dei protagonisti, non mette in dubbio il giudizio umano e le sentenze che si sono susseguite negli anni, fino agli ultimi sviluppi. Rende al contrario omaggio e dignità alla povera Marta e alle persone che nel bene e nel male sono state travolte da una vicenda, che ancora oggi, è vissuta da tanti come personale. Una performance sostenuta per circa un’ora e mezza da recitazione, narrazione, immagini e musiche di scena.
       L’opera è già stata rappresentata in vari spazi teatrali e culturali, sia pubblici che privati, riscuotendo un buon riscontro di critica e di pubblico, in allegato le schede degli eventi passati.
Protagonisti
Mauro Valentini  un narratore
Cecilia De Vecchis  la Stampa       
Claudia Caoduro  un’accusata
Giancarlo Zicari,  l’accusatore
Rodolfo Cubeta un cantore
Marco Abbondanzieri,  un musico
Performance di Mauro Valentini
Regia e luci di Claudia Caoduro
Musiche di scena e editing audio Marco Abbondanzieri  
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